Iran e Italia, nonostante la distanza, condividono somiglianze che non si possono ignorare:
• Entrambi affondano le radici in civiltà millenarie: Roma e la Persia.
• Entrambi portano i colori del verde, bianco e rosso nelle loro bandiere.
• Entrambi hanno attraversato periodi di governi duri e autoritari.
• E in entrambi i Paesi, il popolo è sempre stato il cuore pulsante del cambiamento.
In Italia, la libertà è arrivata quando la resistenza interna si è intrecciata con la pressione e il sostegno esterno.
I partigiani combattevano sulle montagne, la gente resisteva nelle città, e le forze straniere aprivano la strada alla caduta del fascismo.
È stata la combinazione tra la volontà del popolo e la forza esterna a liberare il Paese.
Oggi molti iraniani guardano a questa somiglianza storica:
quando un popolo si alza contro l’oppressione, spesso anche il mondo finisce per schierarsi al suo fianco.
E la libertà non nasce mai da un solo elemento: è il risultato dell’eco comune tra la voce della gente e le pressioni dall’esterno.
Iran e Italia hanno dimostrato che i popoli antichi possono piegarsi, ma non spezzarsi.
E che giovani coraggiosi, una cultura profonda e una speranza condivisa possono superare anche i periodi più bui.